Qualcosa di romantico

Qualche giorno fa mi dicevo: dai Stefy! Pensa ad un menu romantico per S.Valentino! E sono finita a pensare a cosa significa ‘romantico’ e ai mille modi diversi che collegano il cibo con l’amore. Un tema interessantissimo, che mi appassiona e che mi porta a volare da un capo all’altro del mondo immaginando i volti dell’amore davanti ai loro piatti preferiti… e quindi? Quindi per scegliere non ho potuto far altro che suggerirvi qualche idea che ha in sè un po’ la mia idea di romanticismo in cucina. Qualcosa che si mangi con le mani, qualcosa di dark come il cioccolato, qualcosa di contrastante come il croccante e il cremoso… qualcosa che vi fa pensare ‘e questo come si mangia? Con le mani?’ E che vi faccia ridere. Perchè si sa che togliersi in due dall’imbarazzo è una delle cose più complici che ci sia.

Qualcosa di romantico

L’ispirazione è venuta da tre temi: il colore rosso, il nido, i fiori… ma anche dalla visione poetica e onirica che identifica la linea WAITING delle mie Tshirts dove le imperfezioni di ognuno di noi diventano stelle e storie molto speciali.

Le tshirts LaSbozz le trovate qui Http://shop.spreadshirt.it/lasbozz

Ed ecco le mie piccole proposte:
Rose di bresaola, radicchio, pomodorini nel pane

Prendete il pane. Mettete ogni fetta in uno spazio dello stampo per muffin. Mettete 10 minuti in forno a 180 gradi. Mescolate formaggio cremoso con sale e olio. Guarnite con bresaola, radicchio e pomodorini sottolio creando dei fiori. Adoro questo bouquet!!!

Nido croccante con besciamella e sfilacci

Prendete le tagliatelline di pasta secca all’uovo. Irrorate con olio di semi sopra e sotto. Passate 10 minuti a 180 gradi in forno. Salate bene. Servite croccantissimo e caldissimo con besciamella arricchita di parmigiano e tanti saporiti sfilacci. Si mangia mettendo un po’ di salsa sopra la pasta e gustandosi ogni morso supercroccante con le mani. Ma ci si sporca un po’ e si ride molto. Buonissimo.

Ciokocestini fantasia di frutta e crema e cuori di frolla

Mescolate il riso soffiato al cioccolato con una tavoletta di cioccolato fondente sciolta a microonde 30 secondi con 2 cucchiai d’acqua. Ungete lo stampo per muffin con olio di semi. Con le dita inumidite premete bene sui bordi e fate dei cestini. Vi sporcherete ma l’effetto wow è garantito. Mettete in frigo per 1 ora almeno. Estraete i cestini. Farcite con crema di zucchero e formaggio spalmabile e frutta come amarene, mela, mandarino tagliato a vivo.

La frolla sottile compratela. Ricavate dei cuori con lo stampo e giocate con lo sciroppo di amarene o la vostra marmellata preferita.

Buon S.Valentino ma direi più usate il cibo come messaggio d’amore e giocate sempre.

Baci. A martedì

Ti conosco mascherina

Sono spiacente, ma questa settimana, la mia ispirazione mi ha abbandonata…perciò NIENTE ARTICOLO!!!!

AH AH AHA HA AH AH AH A carnevale ogni scherzo vale!!!!!!

Ebbene si, siamo entrati nel mese di Febbraio, con lui inizia il periodo più pazzo dell’anno…quello in cui ognuno può mettersi una maschera o un costume e trasformarsi in un personaggio, nel super eroe o nella figura che vorrebbe maggiormente identificarsi.

Questo periodo mi piace perchè adoro l’ironia e la leggerezza con cui si possono’ organizzare feste e parate con carri allegorici in giro per le città.

Tutti sono allegri, spensierati, ballano, cantano e si divertono, trombette che suonano, stelle filanti, coriandoli e poi soprattutto tante cose buone, dolci e sfiziose ( ma per quelle ci penserà la mia collega @lasbozz)che accompagnano feste a tema per grandi e piccini.

Oggi è davvero facile trovare maschere ed abiti per accontentare tutti i gusti…vi suggerisco @puntofeste un negozio davvero speciale in cui si possono trovare un sacco di cose dedicate per i vostri travestimenti. Costumi a tema in base agli anni, vestiti classici e noleggio di quelli stile Veneziano…alla portata di tutte le tasche!

Ma entriamo nel vivo dei look! Non c’è una regola o una moda da seguire… tutto è concesso ed ammesso!

Anche le bambine possono essere dei super eroi
Rivisitazione dell’antica maschera “PIERROT”
Anche Cappuccetto Rosso si tinge di Moderno

Io ho seguito un po’ i miei gusti… e vi suggerisco di fare altrettanto e di chiedere direttamente ai vostri figli in cosa vorrebbero trasformarsi per un giorno.

Un Mago Merlino Nerd
Il classico
Mario & Luigi
My Craft

Vi sorprenderanno di certo ed è un gioco anche per voi, perchè spesso le feste di carnevale sono estese anche ai cari genitori!

Famiglia Circense
Nuvole, Arcobaleno e Sole
Famiglia Animals
Dal film CoCo
Mary Poppins

Quindi vi lascio con tante stelle filanti e trombette che suonano… e io corro a vestirmi da Hippy Style anni 70 … Peace and Love a tutti!

Tata

La CIPRIA – cos’è e soprattutto come si usa?

Ben ritrovate bellezze! Mentre pensavo ad un tema interessante per l’articolo di oggi, mi si è stampata davanti l’immagine di una donna che si “incipria il naso”, come nei vecchi film in bianco e nero , perciò vi racconto qualcosa sulla cipria.

Non abbiamo la certezza che la sua origine sia occidentale, i volti bianchi dei giapponesi, rappresentati nelle immagini della loro tradizione, ci fanno pensare che loro usassero la polvere di riso come cosmetico già in epoca antica. Sta di fatto che ci piace di più credere che la parola cipria derivi da Cipro, l’isola consacrata a Venere, dea della bellezza e dell’amore. A Cipro, infatti, più precisamente nella località di Pyrgos, sono stati rinvenuti dei resti di una struttura del 1800 a.C., destinata alla produzione di profumi e prodotti di bellezza. Nell’ antico Egitto si usava il Talak, ovvero un composto di farina di biacca, gesso e fave polverizzati.

Nell’ antica Grecia, c’era una cosa simile, chiamata Psymuthion , che consisteva sempre in polveri mescolate tra loro (gesso, calce, argilla bianca, ed altri componenti) che servivano a rendere l’incarnato bianco e luminoso. Nella Roma antica, invece, si usava imbiancare tutto il corpo con Lomentum , un mix di farina di fave e gesso.

L’idea di base era legata alla necessità di far apparire la pelle delle donne bianca, sana e pulita, in contrasto con la pelle degli uomini che, lavorando all’aperto, a causa degli agenti esterni avevano un volto scuro e rovinato.

Nel Medioevo assistiamo al primo momento di tabù sociale: truccarsi era considerato “peccare di vanità”, e divideva nettamente le donne di malavita, dalle altre donne del popolo.

Da quell’ epoca in poi si susseguirono momenti culturali molto diversi tra loro, ciò che li accomuna tutti è l’attenzione per la cura del corpo che iniziò ad essere una pratica rispettata.

Il momento di massima diffusione della cipria fu nel ‘700, negli ambienti di corte, dove uomini e donne si cospargevano di polvere imbiancante viso, barba, corpo e parrucche. Nel corso dello stesso secolo si diffuse anche l’usanza di creare cosmetici in casa. Il guaio è che venivano impiegate parecchie sostanze nocive nella realizzazione di questi cosmetici: la biacca, per esempio, è un pigmento tossico derivato dal piombo. I produttori di cosmetici sentirono, quindi, l’esigenza di regolamentare i dosaggi delle materie prime, e lo chiesero direttamente all’Accademia delle Scienze fondata da Luigi XVI (si stavano gettando le basi per le prime industrie di cosmetici!).

Nel ‘900, a Londra, ecco comparire i primi banchi di cosmetici. È questo il momento in cui il make up diventa accessibile a tutti.

La cipria diventa il fissante per trucco ufficiale, grazie ai primi truccatori di Hollywood.

E non dimentichiamo Charlie Chaplin: con i suoi occhi scuri , le sopracciglia nere e il viso bianchissimo diede grande merito e risalto alla mimica facciale!!

Successivamente, per esigenze cinematografiche, Max Factor inventa il cerone in crema, ma dal momento che la base viso è troppo lucida e rende male in camera, ecco la necessità di specializzarsi in ciprie opacizzanti.

E veniamo ai giorni nostri. Ad oggi esistono svariati tipi di cipria. Le funzioni principali sono fissare il make up e opacizzare il viso dove serve. Si può trovare in consistenze e colori differenti. Ve li elenco, in modo che risulti più facile la scelta. Dovete solo capire di che prodotto avete bisogno.

CIPRIA IN POLVERE LIBERA: è la più diffusa e, in genere è bianca.

CIPRIA IN POLVERE COMPATTA: è pratica da tenere in borsetta, basta fare attenzione che il colore e la grana si sposino bene con il fondotinta, per evitare “l’effetto maschera”.

CIPRIA COLORATA: si può trovare lilla, gialla o verde e si tratta di un prodotto illuminante e correttivo, il giallo per esempio è ottimo per coprire le occhiaie.

Esiste anche una nuova generazione di cipria in gel che aiuta a minimizzare i pori, ma io mi voglio soffermare sulla cipria classica in polvere.

Se avete una pelle secca, preferite una cipria illuminante che contenga “mica”. Se avete una pelle grassa, preferite una cipria seboassorbente a base di “caolino” o “silica”.

La potete applicare sul viso con un pennello, o con una spugnetta umida per potenziare l’effetto seboequilibrante (se non ricordate bene questo passaggio , andate a rileggere l’articolo sulle Beauty blender!). Va spolverata sulla zona T e sulle zone del viso che tendono a traspirare maggiormente.

Ma c’è di più … avete mai sentito parlare di baking? Lo so, lo so, to bake significa ‘cuocere al forno’ e non vi sto certo invitando a mettere la testa nel forno! Il baking è una tecnica di fissaggio del make up molto curiosa, invoglia a provare. Vi dico subito che è una genialata, ma non è adatta a tutti i tipi di pelle. Si tratta di stratificare diversi prodotti cremosi, come fondotinta correttore o illuminanti, e mettere una generosa dose di cipria tra uno strato e l’altro, da lasciar agire dai 3 ai 10 minuti, per far letteralmente cucinare il prodotto, il quale si fisserà davvero molto bene. Va poi spolverato via l’eccesso che non si è assorbito. Questa tecnica nasce negli ambienti delle drag queen e risulta davvero molto pesante dal vivo. È perfetta per un trucco fotografico e rende bene su di una pelle giovane, non ancora segnata da rughe di espressione. Se volete togliervi la curiosità e provare a realizzare il baking per coprire bene le occhiaie e i segni del tempo per scattarvi dei selfies memorabili, ricordatevi di idratare bene la zona da ‘cuocere’!

Io personalmente uso la cipria nella zona degli occhi: sulle palpebre la uso per evitare che la matita occhi si stampi sulla palpebra mobile, sotto l’occhio la metto per bloccare il fall out degli ombretti che sfumo, in modo da poterli spazzare via facilmente a trucco ultimato.

Per oggi è tutto, vi do appuntamento al prossimo mercoledì 😘

Manuela Rebecca

La CIPRIA – cos’è e come si usa

Bocconcini da Romantic Brunch

Gennaio non finisce mai si dice… questi sono i giorni della merla quelli più freddi dell’inverno… l’idea della neve ci piace forse quella del gelo meno… forse siamo alle prese con week end trafelati tra tute da sci, discese, cambi continui con i bambini… qualche influenza e un po’ di stress da ripresa…
Desideriamo un momento di coccola, un po’ di romanticismo per noi stessi o per il partner o solo perchè vogliamo svegliarci tardi e con i bambini non ci riusciamo… per tutti questi desideri e per quelli che volete aggiungere ho pensato di proporvi un brunch a base di cuori dolci e salati.

Per S.Valentino magari ma direi di usare queste idee come jolly in tante occasioni. Sono sempre facili, wow, da preparare in anticipo quasi tutte. Vi bastano uno stampino a forma di cuore e 10 minuti per impiattare tutto e godervi un risveglio lento, lento e super romantico.
Un brunch che si rispetti ha sempre proposte dolci e salate (scusate ho un debole per queste ultime – io alla mattina mangio pure gli avanzi di pizza… ma non tergiversiamo sui miei gusti) e quindi ecco qualche idea al profumo di agrumi:

Cous cous con zenzero, agrumi e salmone

Spremete mezza arancia e mezzo limone. Versatelo in una terrina e unite un bicchiere di cous cous a persona.
Fate bollire dell’acqua con zenzero fresco a pezzettoni. Salate.
Spegnete il fuoco e versate nella terrina fino a coprire il cous cous il doppio della sua altezza.
Coprite con la pellicola e lasciate che assorba tutto il liquido.
Unite salmone affumicato e prezzemolo.

Frittata con cuori di pane e yogurt

Ricavate dei cuori di pane in cassetta con lo stampino. Passateli in padella con poco burro. Servite con la frittatina e dello yogurt bianco (ho aggiunto semini di papavero che adoro)

Formaggio con semini, cuori di pane e marmellata di agrumi

Usate i cuori di pane tostato anche qui ma arricchiteli con una marmellatina all’arancia. Tagliate del formaggio morbido tipo brie e aggiungete qualche semino goloso.

Yogurt dolce con frutta secca croccante

Semplice, rinfrescante e buonissimo. Una ciotolina di yogurt con o senza zucchero insieme a frutta secca croccante e uvetta (io aggiungo sempre cannella)

Caffè con cuori di frolla e crema di nocciola

Ricavate dei cuori da un rotolo di pasta frolla sottile già pronta. In forno statico 10 minuti a 180 gradi.

Decoratene alcuni con crema di nocciola e servite con un buon caffè.

Accompagnate tutto con caffè, the, spremuta fresca. Buona musica. Fiori. Buon atteggiamento, baci, sorrisi e niente stress.

I miei grembiuli li trovate su Http://shop.spreadshirt.it/lasbozz

Un bacio anche da parte mia a tutti.
A martedì prossimo

Eleganze Fotografiche “Il Colore tra fotografia e moda”

Buona sera care lettrici e cari lettori,eccoci di nuovo al nostro consueto appuntamento con la fashionphotografy.

In queste due settimane passate tra Milano e la mia Umbria ho scattato foto per delle campagne beauty, ho studiato le foto e gli outfit che vedrete tra poco.

Cosa mi ha ispirato??? In primis un editoriale a cui avevo lavorato ed in secondo Pinterest.

Cercando ispirazioni ho notato che come sempre domina il colore nero tra gli outfit proposti da star ed influencer quindi mi sono detto… basta nero usiamo un po’ di colore!

In fotografia il colore in base alla luce all’ottica usata e alla post-produzione può cambiare tutta la foto, mentre nella moda il colore rappresenta uno stile oppure uno stato d’animo.

Come fotografo, per soddisfare i clienti devo assolutamente assicurare la perfezione del colore riprodotto attraverso la fotografia e questo mi è permesso con l’utilizzo di più strumenti, in modo da avere tanta accuratezza.

I miei strumenti del mestiere oltre a macchina fotografica ed obiettivo sono il “Color Checker” ed uno schermo opportunamente tarato.

Il servizio di questo articolo è stato fatto in studio con un fondo nero!

Si possono utilizzare fondi bianchi o neri per lo più…a seconda dell’effetto desiderato.

I look immortalati sono un tuffo negli anni 80, un mix shakerato di colori e moda negli anni della prima Madonna, con qualche particolare rivisto!

Ora senza dilungarmi troppo vi lascio alle foto con la modella Martina Zoi aspetto i vostri commenti un abbraccio

Carlo.

Gilda Glam

Questa settimana, sono stata ispirata da una Tendenza che si presenterà nella prossima stagione autunno inverno nell’ambito abbigliamento bambina.

Si tratta di un ” semplice” accessorio che renderà davvero particolari ed insoliti i look di bimbe e mamme , un dettaglio che farà davvero la differenza : le spille!

Non potevo non trovare chi le confeziona sapientemente e rigorosamente a mano… cosi ho incontrato personalmente Giada chiaccherando  comodamente davanti ad un caffè caldo, mi ha raccontato di @gildaglam.

E’ nata cosi… sono le parole di quasi tutte le creative conosciute fino ad ora, ed ogni volta mi stupisco del grande coraggio che mettono nel realizzare i loro progetti!

Una vena creativa presa dalla sua dolce mamma … Ha iniziato a provare ad assemblare , fiocchi, perline, pietre e  ne sono nate delle bellissime spille a fiocco!

Sono piaciute ad amiche, poi a sorelle, cugine e cosi via…hanno iniziato a contattarla negozi , facendo richieste personalizzate.

La cosa bella è che queste spille si adattano a quasi tutti i look; da una t-shirt basic, ad un cappello,ad una giacca fino ad un paio di scarpe.

A Giada piace pensare che ognuno può creare uno stile in base ai propri gusti..insomma non c’è limite di fantasia e creatività.

Quindi, se avete voglia di un tocco di eleganza raffinata da sfoggiare per Voi e le vostre principesse…avete trovato la Fatina dagli occhi blu.

Alla prossima settimana 

Tata

IL SALONE DI REBECCA – Fragranze: Emozioni e Ricordi

Non ero ancora adolescente quando nebulizzai sul mio collo uno dei profumi appoggiati sul comò della mia cameretta. Era racchiuso in una di quelle boccette con la pompetta e trovavo emozionante l’idea di inondarmi di profumo come facevano le mie sorelle maggiori prima di uscire . . . dovevamo andare a trovare i nonni, era domenica, una domenica di inizio primavera.

Beh, fu il viaggio peggiore della mia vita, soffrii la nausea fino a sera e per un bel po’ non misi più alcun profumo sul mio collo. Ci riprovai qualche anno più tardi, ma la tendenza a non tollerare i profumi era una mia caratteristica.

A distanza di tempo ho deciso di andare a fondo della questione: come era possibile che la mia pelle trasformasse in odori aciduli tutti quei buoni profumi?

La risposta è semplice, il pH della mia pelle è sicuramente acido! E vi dirò di più: la tollerabilità e la resa di un profumo riflette il nostro carattere, lo stato d’animo, i flussi ormonali, l’idratazione della pelle, l’età, e può addirittura succedere che un profumo ci piaccia al mattino e ci infastidisca al pomeriggio. Un profumo è in grado di influenzare il nostro atteggiamento verso la giornata che dobbiamo affrontare, ci può dare sicurezza, vitalità, ottimismo, energia, può rafforzare la femminilità.

Ogni pelle ha un odore diverso, e oltre al pH, la traspirazione e il tasso lipidico sono i maggiori responsabili delle variazioni che subisce un profumo quando viene vaporizzato sulla pelle. Elementi come il sodio, il cloro e il potassio si mescolano a quelli del profumo e danno vita a fragranze sempre nuove.

Inoltre, esistono diverse tipologie di profumo, classificate in base alla concentrazione di essenza in una stessa quantità di alcool. È giunto il momento, quindi, vedere quali sono le principali categorie:

Estratto 

È il composto con la concentrazione più alta di essenze nella base alcolica,  pari al 25 – 30%, da diffusione e persistenza per 6 / 8 ore.

Eau de parfum

È la denominazione del più comune “profumo” che troviamo nei negozi. Sulla pelle dura dalle 4 alle 5 ore e la concentrazione di essenze nella base alcolica è del 15-20%.

Eau de toilette

Evapora rapidamente, ha una durata di 2 / 3 ore e la concentrazione di essenze nella base alcolica è del 12 – 15%.

Eau de Cologne

Detta anche “Colonia”, da un senso di leggerezza e vitalità. La prima formulazione risale al XVII secolo, si chiamava Aqua Mirabilis e venne realizzata da G.P. Feminis e J.M. Farina. L’idea di base è legata ad un concetto di naturale benessere e si può applicare su tutto il corpo, dato che la concentrazione di essenze nella base alcolica è del 3 / 5%.

Eau fraîche

Si tratta di un’acqua profumata, con concentrazione inferiore al 3%, ideale per le pelli molto sensibili e per chi vuole essere profumato anche durante l’esposizione al sole.

Un’altra caratteristica dei profumi sono le note dominanti, le quali si dividono in

AGRUMATA (arancia, bergamotto, mandarino)

FLOREALE (fiori singoli o bouquet)

LEGNOSA

CHYPRE (agrumi, rosa, gelsomino, patchouli, muschio, quercia)

ORIENTALE (base ambrata, resine, vaniglia, spezie).

In base al momento in cui vengono rilasciate dalla pelle, queste note si dividono in note di testa, note di cuore e note di fondo.

Le note di testa si percepiscono nei primi 10 minuti dalla nebulizzazione del profumo. Sono leggere e riempiono l’aria, si riconducono a fiori, erbe o frutta.

Le note di cuore sono il nucleo, si fanno sentire dopo 2 ore e sono nettamente più decise. Sanno di frutta, fiori o legni.

Le note di fondo costituiscono la “scia”, vengono rilasciate tra le 2 e le 5 ore dopo la nebulizzazione e sanno di legni ricchi, ambre e muschi. In genere rimangono a lungo anche sui tessuti.

Vi consiglio pertanto, prima di acquistare un profumo, di provarlo sulla vostra pelle e prendervi qualche ora di tempo per capire come si diffonde.

L’arte di produrre profumi risale agli antichi Egizi e la materia prima ancora oggi piu apprezzata è l’ ambra, ricavata da stomaco, intestino o escrementi di balena (🙄😯). Dal momento che la richiesta è alta, si tende ad utilizzare la forma sintetica.

Spostandoci ad un livello più profondo, avete mai pensato a quanto siano strettamente legati olfatto ed emozioni? Il nostro cervello memorizza miliardi di odori e li associa a sensazioni belle o sgradevoli. Non a caso è il nostro emisfero destro a rilevare gli odori, lo stesso che riconosce le diverse emozioni. Dopo averli elaborati, li trasforma in amarcord. Ed ecco che all’improvviso annusiamo e automaticamente ci ritroviamo in viaggio tra ricordi, esperienze passate, vediamo volti che pensavamo di aver dimenticato . . . tutto grazie ad un mix di molecole odorose. Non è incredibile?!

Io rimango affascinata quando il mio naso riconosce un odore e immediatamente rivivo il passato come stessi riguardando un vecchio film!

Arriviamo infine ai consigli per una corretta applicazione del profumo:

Polsi, collo e dietro le orecchie sono le zone che permettono una grande diffusione del profumo. È bene farlo aderire senza strofinare per non alterare le molecole. Sui capelli si ha una diffusione massima, grazie al cuoio capelluto che risulta più grasso e idratate rispetto ad altre zone del corpo.

Attenzione a proteggere le boccette di profumo da luce e calore, se potete, conservateli nella scatola originale.

Indossate sempre il vostro profumo, non risparmiatelo per le occasioni, il profumo va vissuto e capito per saperlo indossare al meglio!

Volete sapere come ho risolto la mia bassa tollerabilità ai profumi?

Prediligo le Eau de Toilette e scelgo sempre profumi dolci, legnosi o speziati, mi danno meno “alla testa”!

Manuela Rebecca

 

 

 

 

Profumo di pane

Ho sempre avuto un debole per pane, pizza, focacce… sono una di quelle che se entra in un panificio di montagna circondata da panini integrali, con semini di tutti i tipi, farciti con cipolla, olive, uvetta… si sente in paradiso! No niente ho già la bavetta scusate… dicevo che adoro il pane. Oggi ve lo propongo in 3 ricette povere di riciclo. Potete usare il pane vecchio ammollato nel latte e strizzato o le comunissime fette pronte (non schifatevi le usiamo in tante per i paninetti) come ho fatto io.
Una stessa base per 3 ricette:
Gnocchi di pane
– Focaccia di pane golosa
– Polpettine di pane

Impasto base (modulo da 3 fette ripetete per quanto vi serve)
– 3 fette di pane
– 1 uovo
– mezzo bicchiere di latte
– 4 cucchiai di farina
– 2 cucchiai di parmigiano grattuggiato

Impastate tutto con le MANI INUMIDITE mi raccomando sennò vi si appiccica tutto tipo guantoni da box informi.
Non serve nè olio nè sale.
Aggiungete farina se serve.
L’impasto deve essere morbido e umido facile da lavorare con le mani inumidite.

1. Gnocchi di pane

Li ho fatti con gli spinaci ripassati in padella con olio, sale, aglio.
Una volta freddi spezzetateli al coltello.

Uniteli all’impasto.


Formate delle palline e passatele nella farina.


Mettetele a cuocere nel brodo bollente (di carne o vegetale come volete).
Una volta a galla potete servirli nel brodo con prezzemolo e formaggio o asciutti con burro e salvia.

2. Focaccia golosa

Stendete l’impasto in una pirofila con carta da forno. Non serve ungere.


In forno statico a 180gradi per 40 minuti finchè non è asciutto e dorato sopra.
A parte rosolate per 10 minuti pancetta, cipolla bianca, aglio, funghi, prezzemolo, salvia, rosmarino e aggiustate di sale.

Farcite la focaccia e mettete in forno grill per 10 minuti con un filo d’olio.

3. Polpettine di pane

Con l’impasto formate piccole palline. Passatele nella farina e poi rotolatele in un filo d’olio in una pirofila. Forno ventilato a 180 gradi per 20 minuti.

Profumate con il rosmarino. Buonissime per accompagnare tagliere di salumi, formaggi e verdurine.

Vi è piaciuta questa selezione di idee low cost?

State già frugando in dispensa alla ricerca do tozzetti di pane abbandonato?
Io ho la casa che profuma di pane…

Un abbraccio
A martedì prossimo

Pitti Immagine Bimbo

Buon Sabato Personalshoppine!

La Settimana scorsa vi avevo anticipato la notizia del “Pitti Bimbo”, in questa, il Salone internazionale della Moda Bambino ha aperto le porte alla sua 88^ edizione!

Quest’anno si festeggia un compleanno davvero speciale, quello della bambola più famosa del Mondo: Barbie!

Barbie compie la bellezza di 60 anni, portati divinamente (9 Marzo 1959) e per l’occasione è in corso una mostra celebrativa e una Capsule Collection firmata Patrizia Pepe.

Il tema guida della kermesse, dedicata alle Collezioni Bambino Autunno /Inverno 2019-2020 è ” The Pitti Box” ovvero delle Surprise Box, contenitori di idee e novità da aprire di stagione in stagione per raccontare le vibrazioni più nuove della Moda e del Lifestyle.

Sono presenti 564 Collezioni, di cui 354 provenienti dall’estero, Numeri Interessanti che girano intorno alla moda bambino!

Una delle novità assolute di questa edizione, ancora in corso (finisce oggi), sono le Capsule Collection di Hello Kitty, anche lei neo-festeggiata (45 anni), la quale nel corso degli anni è diventata un’icona globale in grado di toccare il cuore di donne e bambine di tutte le età.

Interessante viaggio Fashion dei brand Spagnoli come: Agatha Riuz De La Prada, Amaya, Boboli, Mayoral, Tuc Tuc, solo per citarne alcuni …filo conduttore: il viaggio!

Collezioni colorate, allegre che hanno inizio da una grande città, in una scena urbana e cosmopolita… un esplosione di talento, creatività e allegria!

Grandi idee, progetti e buoni propositi dedicati all’ambiente e al rispetto del Pianeta nella sezione dedicata alla EcoEthic: tra questi… Filobio, un brand ecosostenibile, che  ha allestito un albero come luogo simbolico per lasciare messaggi green !

Per la felicità dei suoi numerosi piccoli Fans J-AX, il famoso rapper Italiano, ha trasposto su felpe, t-shirt, pantaloni, bermuda la sua passione per la musica, trovando una collaborazione con Vingino, brand Olandese… una fusione di  sonorità rap, stile hip pop con grafiche provenienti dal mondo del tattoo . 

Insomma… potrei continuare ad oltranza perchè le novità sono molte e tutte geniali!

Vi lascio con tante immagini di riferimento: dalle sfilate ai look, fino alle tendenze per le quali dovremo pazientare, ahinoi, fino alla prossima stagione invernale.

Tata 

NUOVO MANIA FIOCCHI

IL SALONE DI REBECCA – Day-to-night makeup

Ben ritrovate bellezze!! Oggi vi aiuto a preparare il vostro vademecum, ovvero vi aiuto a capire quali prodotti è necessario avere in borsa durante la settimana, per poter accettare con il sorriso gli inviti dell’ultimo minuto!

Mi spiego meglio. Io lavoro da casa, quindi, ogni volta che devo uscire, mi preparo, potendo attingere liberamente dalla mia valigetta del makeup. Chi di voi lavora in ufficio o in negozio, invece, sa bene che lo stress, i faretti puntati addosso per ore e soprattutto la fretta del mattino, ostacolano la tenuta del nostro makeup. Ecco dunque che, quel giorno in cui non ci sentiamo proprio impeccabili, arriva il messaggio dell’amica o, meglio ancora, del tipo che ci piace , con scritto: “ci vediamo per lo spritz?!”. E improvvisamente vi sale il terrore, vi si gela il sangue e quasi quasi state pensando di declinare l’invito. Beh, voglio rassicurarvi, da oggi in poi sarete super organizzate e saprete affrontare con orgoglio queste situazioni!!

Innanzitutto, tenete sempre un elastico per capelli e qualche mollettina, per essere pronte a raccogliere la chioma se nel corso della giornata i vostri capelli si sono appesantiti e risultano unti. E poi provvedete a tenere sempre in borsa una piccola pochette contenente questi prodotti “salva happy hour” :

siero o crema idratante , per rinvigorire il fondotinta e dare tono e colore alla pelle. Il breve massaggio che farete per stendere il prodotto, riattiverà immediatamente la circolazione donandovi un colorito sano.

ombretto color nude, meglio se liquido e leggermente luminoso. Spesso al mattino mettiamo solo un filo di mascara, al massimo un po’ di matita occhi o eyeliner. Un ombretto nude, facilmente applicabile con le dita, sarà di grande aiuto per camuffare la stanchezza di una giornata di lavoro.

matita occhi nera o marrone per intensificare lo sguardo.

mascara. Lui da solo già fa miracoli! Ricordatevi che la prima stesura del mascara è fondamentale per poterne dare un’altra passata alla sera. Stendetelo quindi con attenzione, separando bene le ciglia. (Se volete un mascara che rimanga perfetto da mattina a sera, che oltre a farvi delle ciglia da cerbiatta, ve le nutre perché è arricchito con oli ed estratti naturali, allora venite a trovarmi su Facebook, ve lo do io il MASCARA MIGLIORE E PIÙ EPICO DEL MONDO!!)

♡ un lip gloss. Un tocco di luce alle labbra accende immediatamente l’intero viso! Tenetevi anche un balsamo labbra idratante, è fondamentale in ogni stagione per tenere le labbra morbide e nutrite.

Andiamo ora a scoprire cos’è il DAY-TO-NIGHT MAKEUP . Fate finta che sia venerdì sera,  avete una settimana di lavoro e impegni extra alle spalle, dovete uscire a cena e vorreste teletrasportarvi direttamente nel locale dove passerete la serata, ma avete assoluto bisogno di un’aggiustatina.

Se vi trovate spesso in questa situazione, il mio consiglio è partire con un velo di fondotinta, mascara e lucido sulle labbra al mattino. Tutto ciò che dovrete fare alla sera è ripetere i passaggi che vi ho spiegato prima, con l’aggiunta di un ombretto scuro da sfumare all’angolo esterno dell’occhio, un ombretto glitter (meglio liquido, così avrà una ottima tenuta), un velo di blush e una bella dose di mascara e il vostro viso apparirà improvvisamente riposato!

Per finire, un rossetto acceso, fuxia o rosso e che il Week end abbia inizioooo!!

Peccato sia solo mercoledì 😏

Alla prossima settimana. Manuela Rebecca